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La lÌDgaa dei Gred, portata in Italia da qnel U che, discorsa e resa dvile qoella contrada, a'emno afti Uo disfigora U ed infranti ricondotti al suolo natale, compiè la confusione e trasfignrasione d'ogni memoria ^ perchè la Grada spinta dall'impeto d'nna gioveoiù affatto nuova, com- mossa a potenti ispirasìoni dai cauli pelasgici, s'era in quel periodo eroico della sua esistenza abbellita di tutto lo ipiendon; della poesia, che magni- ficando i fatti ne spandeva le glorie, ed invadendo le regioni della severa teogonia italiana, la contornava di liete e nuove finzioui, confondendola e colleg'indola talora colie tradizioni iiioriche , e tal altra trapiaotau- dola dalle native sedi italiane alle origiui delle città greclie. Luciano venuto, com^^li narra in più luoghi delle sac opere , in Lom- bardia, e rimontando per sue bisogne il Po , tolse a pretesto quel viaggio per rìdersi al modo suo dei poeti interrogando i barcajuoli sul P elettro , sui cigni e sulle avventure di Fetonte, e destando in ossi le meraviglie raccon- tando come si credesse pazzamente in Grecia che dai loro pioppi colaiaero / st ricche lagrime (a). In Iside j Osiride j Thaut e Tifone simboleggiati gli spiriti Caùiri dvtfli Italiani, — leida ed Osiride. 1 canti eroici c popolari della Grecia avevano fatta sorgere dai varj dialetti parlali, una lingua nobile, musicale e scrìtta, che diveniva dopo il ritorno anche in Italia, elemento principale della coltura di tutta la più civile parte della nazione. La quale diceria del festevole Luciano se ci dimostra per un lato la va- nità della ricerca di queati pioppi e di queste lagrime , non ci indica mena dniianienia none i Gtaei araaioro aampve allribuiti quei portenti al Po d' Italia , anche di pteicnte da csii denominato Eridano. (3) L' climolofta di Iperboreo è da wjrcp ( bjrper,) sopra « e da /3«^ — Detcriuone del P Atlantide. XI) appara aa« che dia -On Mia b «ndnl» egisioh i Io v^go bene che il ebiariie d. Pauaggio Jeir inctvilimrnto italiano in Corcira, in Samotracia ^ nell'Aiia Minore ed in Creta. — Diverte tradizioni pelasgicke ed egizie sul conio d' i » side. ( Continuasione e Gne dei due capitoli precedenti).

Le origini arfa'tic1ie, trojaoe e greche , vanivano a flmmecrfarai colle ila Kan^ aeaaa il legamo del comnna priadpio.

Jje confane memorie fecale dal aoprawennti, i^niieatavanei ai rila(^iava Do, «econdo le indi- nasioni, secondo gli ocenlii ed in lam mti intendimenti ; e da qaella adullerai^one s'inoomindava la fiilm istoria ditali» e di Grecia. uiyiii^ud by Google CAPITOLO DUODECIMO Pn MO Aitino w b Meo ^ pwpp fino io Umgi non mtlto lootani la d Monioantoe di Selva di Fetonte; e Miniale pacl& di queala aalva a«g U Epigrammi cane di laogo celebre (i).

Dopo di Erodoto e di Tacidide, che furono forse degli okimì che scrìssero le tradinoat antiche qoali cor- revano per la Grecia, noi troviamo quasi sempre ana generale foga di Volere, anche a rischio delle più enormi contraddizioni, riferir a quel solo piese tutte le antiche memorie, e costituirlo capo di tutte le orìgini Ttadài-uii Mlìdbc ùulieanti^ iudiani etftrè ^m Moni, ^ . — Le navigmioni di Bttóeù , Jaóeo « Ja Ho secondo Omtro «piltà antìchitiitna ili tjitestn pòpolo che rende impro^ tiaùi U le intivdu%ioni attrite , e ci Jà Mti-ada a credere che «ùui propagala a iu U* . Ma la qaaaio all'Elìdano naa dabilà nui di a^ ftiman di' «tao ara il Pai d'Italia (3X Fra i 6sid antichi e moderai ai diapal A se l'ambra del TEiìdano era o mai) o gìallogaolai o biaaciiira ; e a' ella era gomma «Patena albaro, o se dcri* «ava dagli escrementi di certe api, o delle balane|0 da sorgenti di bitaa M 0 di pettalio o di nafta condensati dall* acqoa « portati d aaara Io lascio queste considerazioni a ehi ne aappii meglio di me, aeeonten* tandomi d'accennare che se Peleltro potesse ritenersi prodotto dalla conden* sazione del petrolio , non potrebbe aversi per tanto estraneo al nostro Po, lambente nel suo corso, massime in sul Piacc-titìno^ i munti da cui è tutto dì prodotto il petrolio, onde s' illuminano la iioltc tutte le case de' monta- nari non solo, ma anche le pubbliche vie della città di Piacenza, e di cui forse abbondavano io antico le fonti meglio che al presente. — Questa isola sì chiamava Atlantide , ed in quella era una maravìglìosa e grandissima potenza di re che signoreggiavano e tutta la detta isola e molte altre , e grandissima parte di quella terra che abbiamo detto essere continente , ed oltre di ciò queste nostre parti ancora , perciocché erano signori della terza parte del mondo , che è chiamata Affrica insino air Egitto , e dell'Europa insino al mare Tirreno. VII Vedi la tavola citala per errore «otto questo numero a( fi. Lcggcsi nella ìIc^ì vita che varie cillà si contesero U giuria di avere Digitized by Google 1 1 APPENDICE N. ìgt «lati i natali atl un tanfuomo, c tra queste Colofone, Smirne, CItio, Salarokia, la; e finala Mnle «he i Teasali il volevano loro conc Utadino ; ' di die fa fc^tf wn epigraou M H Aitifali» m tifimi»^, a'CMl'ri&llb ht hlii Bi te Haéoaiiw «jw! A loro che nei tempi trojani ai mangiavano, siccome scrìve Omero, im inlaro tergo di ^uc, dovevano essere uomini di forti e grandi membra; e senza di- spaiare se la rasaa umana vada siccome vuoisi veramente infiacchendo ed (* Ved. — » Opi- nioni siili ìnjluenza dell' attrazione d'una cometa. -^Principali meraviglie e sciagure recate da' vulcani d'Italia. — Avanzi ditale cre- denza presso gli Egitf — Sirf~- Assirj e Greci. — // sole tenuto come simbolo od immagine di tale unica arcana causa deltuniverto.

S'iiggiugneva che il progresso delle nuove popolazioni italiane veoiva, più per ragione di guerra che di conscuiimento , a spegnersi nel progresso do! Digitized by Google CAPim O SETTm O io3 Ì4Uii part M)»hii» ftolwit Mii po M • pittva 4i Mik Wtà m fiitto eh* •ta Ul Uc A Msl.'it f MMrio. aloa M pocki libri «rnsonli ' tra^ vati spiegata l'idea di ttn-IKo.wiico, iacoapt Miibiie, onnipotente^ ma questi «nno panaieri di filosofi:, eirano parole dei Sscratt .dàiriiultti no^ mai pe« Mirate nel P ijile Uelló del popolo , al . • • Tatti gli terillori che nnriarono degli .ajiiticbi [Htpoli d'Italia, fecero men- siooe di an comme cefp» di c«i ai conaervi j Mii Mria.iiall« deaomioacione di dhorigm L Gli atesai Gféai che. aao^ 6tlo prepaaito di arrogara al |raese loro tutte le nostre tradizioni , dovettaio conf Se^sare avere avuta la acde loro in Italia popoli civili che non vi erano vèsnti da alcun'altra parte. — Plinio in oltfc avea già notato che gli antichi abitatori della Pannonta trasportavano P ambra per le Alpi in Lombardia ai Veneziani , e che questa dalle navi che faceaoo acala alle bocche dd Po, era poi distribnlta a' paesi dì Giccta '« ddia merìdioado lulia (5). IMI reato aache le ìndicaaio BÌ Imilaridi a' aggiaogono a ripom Paali M Imdidm M dd P awoataa di Fc Ma la ad Pa d' ildia. « Om eaieodea i It polenn di oestora i Men inaieme, se ne vense ad aa» aaltara 11 noeli D ed meo voaln paese, e latte le pani die aono deatro dalle colo Bae d* Eraole. — Divinazione — Oracoli — Sibille — Lettere — Opinioni sulla loro origi- "~" ne.

Ed è nna tale necea M di tanta grandena e prepotenia, cbe anebe dopo d'avere trovato ed apparato, Tanimo umano non ai arresta e non s'acquieta se non dopo che collegaudo l'un fiitto coll'ahro, e facendo scala da questo a quello, ei non sia giunto fino alle prime origini e a qnel punto estremo al qnale per la potensa del penriero gli è dato di pervenire^ ed oltre al quale gli manchi aflbtto il lume della memoria.